L’importante è ricordare che anche al Piccolo Principe sarebbe piaciuta la nuova collezione di Dolce&Gabbana.

Come al solito, faccio le cose in modo disordinato: ho pubblicato un post così, dal nulla, senza una presentazione, senza un’introduzione, niente di niente. Provo a rimediare (brevemente).

Mi chiamo Angelica, ho 21 anni, sono meridionalissima, ma studio a Roma Medicina e Chirurgia e quest’ultimo passaggio è fondamentale. Mi spiego: negli anni d’oro della mia adolescenza (Importante: leggere con ironia!), prima di cominciare a studiare per i test universitari e poi per gli esami, ho coltivato profondamente alcune tra le passioni più semplici e belle di questo mondo: la Musica e la Lettura. Sembra banale, ma ci si rende conto di quanto queste due cose siano preziose nella vita di un essere umano solo quando non si ha più il tempo per fermarsi e goderne. Non sono qui a narrare la solita storia del povero studente di medicina, per di più fuori sede, che non ha tempo per fare nulla. Sappiamo tutti benissimo che, per studiare al meglio, anche il tempo per staccare è fondamentale. Il problema è che quando ti trovi catapultato in una vita completamente differente da quella dell’adolescente che mandava a quel paese il compito di matematica del giorno dopo per finire un romanzo o che decideva di portare musica e libri – mai trattati a scuola – all’esame di stato, beh, quando ti allontani da tutto questo, cominci a perdere tanti pezzi, piano piano e non riesci a ritrovarli; ti autoconvinci di non avere più il tempo per certe cose, ma contemporaneamente ti fai sommergere da altre completamente inutili; finché un giorno ti svegli e ti ritrovi un’altra persona. Ripensi all’ultimo libro che hai divorato, all’ultimo concerto a cui hai partecipato (per suonare o tra il pubblico), all’ultima volta in cui ti sei messo a cercare poesie, storie, canzoni, testi sconosciuti…ci ripensi e d’improvviso ti senti povero e non ti riconosci più. E’ un po’ quello che è successo a me e che, in realtà, continua a succedere; ma ho capito che in fondo non è che sia questo gran dramma.

tutti i grandi

Ho capito che sicuramente crescere è un impegno, è una lotta, è un rischio: si rischia di DIMENTICARE. E forse Antoine de Saint-Exupéry è proprio questo che intende: il dramma non è diventare adulti, ma diventare un adulto che ha dimenticato. Allora, il trucco è questo: appena uno si rende conto che sta succedendo, appena ha un piccolo appiglio, deve aggrapparsi e cominciare a reinventare quell’angolo che lo faceva stare bene, fregandosene, per un momento, di tutto il resto. Quindi, non vi aspettate mattoni qui, in questo mio angolo, non fatelo perché la vita da “persona che sta crescendo” è già pensate di suo. Buttatevi tra le mie parole, senza pensare troppo. Buttatevici senza pensare che il nuovo film di Checco Zalone è stupido e banale: ogni tanto una risata non impegata serve! Buttatevici senza pensare che la nuova collezione di Dolce&Gabbana è una frivolezza: ogni tanto guardare il bello è curativo! Buttatevici senza pensare che posso non avere un cazzo da fare e penso a cazzate: ogni tanto, chiusi i libri da migliaia di pagine, per non diventare ipocondriaci, anche questo fa bene!

Angelica

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