Amore, vedessi com’è bello il cielo in Via Margutta!

Una delle (si comincia sempre così quando si parla di qualcosa a Roma, perché c’è talmente tanto splendore che il superlativo assoluto è forse impossibile da usare) vie più belle della Capitale.

IMG_6988.JPG

Sei lì a passeggiare nella confusione di Piazza di Spagna, tra i negozi di Via del corso e Via del Babuino e basta fare qualche metro per ritrovarti in un pezzo di città che sembra isolarsi da tutto il resto. Sembra un piccolo nascondiglio anacronistico.

IMG_6989.JPG

Una di quelle vie che ti fanno pensare nel medesimo istante “non sembra di stare a Roma!” e “questa è la vera Roma!”.

IMG_7011

Ti innamori. Ti innamori di nuovo. E ancora. Un’altra volta.

IMG_7003IMG_7008IMG_6999

Ti perdi tra i dettagli più semplici, ma mai banali.

IMG_7009IMG_6997IMG_6996

Mi viene da canticchiare:

“Amore vedessi
com’è bello il cielo a via Margutta questa sera!
A guardarlo adesso non sembra vero che sia lo stesso cielo
dei bombardamenti e dei pittori,
dei giovani poeti e dei loro amori
consumati di nascosto in un caffè.

Amore vedessi
com’è bello il cielo a via Margutta insieme a te!
A guardarlo adesso non sembra vero che sia lo stesso cielo
che ci ha visto soffrire,
che ci ha visto partire,
che ci ha visto…”

Anche se non ricordo dove e quando l’ho sentita per la prima volta, mi risuona in mente, nella dolcezza romana e mentre ripasso per Via del Babuino per andare tra la folla di Piazza del Popolo o Piazza di Spagna, penso già che non vedo l’ora di “…ritornare a Via Margutta”, come ad ogni “Arrivederci Roma” che si rispetti.

IMG_6998

 

Persone, Sognatori e Tramonti a Roma

R o m a. Quattro lettere infinite. Uno di quei posti in cui diventa trasparente la differenza tra due grandi categorie: Persone e Sognatori. A Roma i Sognatori non possono far finta di niente, non possono confondersi in mezzo agli altri. Ogni tanto li vedi camminare insieme alle Persone, passano per l’ennesima volta davanti al Colosseo, al Giardino degli Aranci, a Piazza San Pietro, a Fontana di Trevi e proprio perché è l’ennesima volta e proprio perché stanno con le Persone non si girano quasi, fingono abitudine, impassibilità. E dentro fremono! Fremono perché vanno in estasi davanti a Roma e non solo davanti alla sua bellezza, ma davanti alla sua essenza. Fremono davanti a quello che Roma ha permesso loro di vivere, pensare, immaginare, SOGNARE. E le Persone non se ne accorgono. Pensano: “guarda, ci si abitua anche a stare a Roma, come in qualunque altro posto”. Che illusi, entrambi! Il Sognatore perché non smetterà mai di fremere e la Persona perché non lo sa.

 

Questa era la mia premessa per aprire una nuova categoria: Places. E per anticiparvi che troverete quello che più amo di questa città, che non è la mia, ma che mi fa fremere ogni giorno.

Il primo posto su cui mi voglio soffermare è quello vicino al quale ho deciso di vivere: il Parco degli Acquedotti (che è a sua volta una parte del Parco dell’Appia Antica). Non ho le competenze per raccontarvene la storia, ma già pensare che gli acquedotti siano lì da oltre 2000 anni e si mostrino ancora così maestosi basta per far partire la mente, fino ad immaginarsi i giorni in cui davvero da lì passava l’acqua che riforniva l’immensa Roma e in un attimo ci si sente come una formica in mezzo all’intero universo.

Le lunghe passeggiate rilassanti, introspettive, libere.

12443785_10208171715561035_1955227218_o

 

12637260_10208171716281053_538147253_o12633305_10208171716841067_423925912_o12633231_10208171715641037_1641303810_o12620843_10208171716721064_609891116_o

12631258_10208171715921044_1888528876_o

Le intere giornate passate con gli amici, a mangiare, ridere, cantare, giocare, rilassarsi. Non si sente la mancanza di nulla. Il cielo immenso, il verde avvolgente, gli Acquedotti intorno: c’è tutto!

12592027_10208171717161075_1044051580_o

12620940_10208171717401081_1369694159_o12630953_10208171717521084_1006688353_o

Anche studiare rischia di diventare piacevole…

12620709_10208171716201051_1804301432_o

E poi il tempo si ferma…

12620664_10208171715601036_1834979536_o

E arriva il mio momento preferito al Parco: il tramonto. Proprio in questo luogo ho amato tramonti tra i più belli mai visti in vita mia. E ora che torna la primavera penso che diventerò un po’ come il Piccolo Principe e cercherò quei tramonti in ogni istante.

12443807_10208171717201076_1560450465_o

12632885_10208171716481058_40497369_o12637157_10208171717681088_1380238646_o

Leonard Cohen – Did I ever love you

Ho pensato di aggiungere una nuova categoria: La canzone della mia settimana. Ci aggiungo “mia” perché non avrò come obiettivo informarvi sulle novità, che purtroppo mi piacciono sempre meno, ma condividerò la canzone che in quei giorni mi rappresenta di più o che continuo ad ascoltare ininterrottamente. Questa settimana vi propongo una delle ultime perle (in realtà è del 2014) di Leonard Cohen, che non delude mai. Anno dopo anno, spesso, molti artisti cadono nel commerciale e diventa quasi impossibile continuare ad ascoltarli con lo stesso spirito. Invece lui, due giorni dopo il suo OTTANTESIMO compleanno, fa un regalo a noi: l’ennesimo album spettacolare.  Buon ascolto!

 

The Revenant – Redivivo

redivivo

16.01.2016
Mi ci è voluto un giorno per metabolizzare e ancora non l’ho fatto del tutto.
Tachicardia per 2 ore e mezza, non perché sia un film dai ritmi incalzanti e dall’alto grado di suspense (tutt’altro: è lentissimo!), ma perché è un film ANSIOGENO!
Ispirato ad una storia vera, troppo spesso romanzata ed esasperata fino all’inverosimile.
Pochissimi dialoghi/monologhi, purtroppo per me che li adoro.
Ultima delle cose negative che mi sono rimaste in mente a primo impatto: cruento fino al livello “mani sugli occhi” (e io vedo film di ogni genere).

Tra le cose positive invece: paesaggi mozzafiato, musiche suggestive e azzeccatissime, esaltazione del faccia a faccia uomo-natura da brividi.
Questo riguarda “solo” il film; ma lo sappiamo tutti che il 99% degli spettatori è andato al cinema “per vedere se almeno stavolta Leo merita l’Oscar”. Beh, su questo non ho mai avuto dubbi: DiCaprio meritava l’Oscar come miglior attore non protagonista fin dal mio concepimento, ergo col suo “Buon compleanno Mr. Grape” del 1993. Altra premessa: dei film degli altri 4 candidati ho visto solo “The Martian” e, nonostante non mi si dispiaciuto, sicuramente Matt Damon non ha fatto nulla di straordinario (sugli altri tre, ammetto completa ignoranza).
Detto questo, stavolta DiCaprio è stato maestoso. È riuscito a far percepire ogni minima sensazione di un uomo prima sofferente, disperato, impotente, rabbioso, poi solo, ingegnoso, generoso e infine in pace, senza usare una parola per oltre metà del film. Recitazione insuperabile.

Quindi, il mercato faccia quel che gli pare, ma Leo è divinità! Fossi in lui non li degnerei neanche della mia presenza alla Notte degli Oscar: vinco? Come minimo me lo dovete portare a casa il premio!

 

(Il post in realtà è datato 17.01, l’ho caricato un giorno dopo averlo scritto, quindi due giorni dopo l’uscita e la visione del film. E’ una piccola e modesta recensione per accoppiare due mie passioni: il Cinema, ma ancor di più la scrittura. Non sono un’esperta e spero di non offendere chi invece è molto più preparato di me sui temi che affronterò. Grazie per aver letto. Buona giornata!)

 

Angelica